Ecco la strada da percorrere
per raggiungere la nostra città:

Autostrada A14
Da Roma via L'Aquila o Pescara; o 

da Milano via Bologna 

unica uscita Loreto-Portorecanati


direzione RECANATI

Da Macerata  SS 77 Recanati-Loreto

Recanati Piazza G.Leopardi

Storia 

RECANATI nelle Marche: la regione italiana dei grandi geni come Leopardi. Raffaello, Rossini, Gigli e di grandi tradizioni religiose come il 

Santuario di Loreto.

Loreto

 

Recanati, la città natale di B.Gigli e Giacomo Leopardi  sorge sulla sommità di un colle,  a pochissimi chilometri dal Mare Adriatico. Due valli, una a nord ed

Recanati

 una a sud, solcate ciascuna da un fiume, le fanno corona. Le sue origini sono incerte come l'etimologia del suo nome. Da numerosi ritrovamenti archeologici  si sa che il luogo è stato abitato fin dai tempi della preistoria; poi nella zona vi stabilizzano immigrazioni di popoli orientali, come quello che fonda "Recine", città posta probabilmente a poca distanza dall’attuale Recanati. 

 

 

Recanati - La piazzuola del sabato del villaggio

Sono attestate presenze greche ed etrusche. Segue l’immigrazione dei Piceni e, quindi, circa nel III secolo a.C. quella dei Romani, che fondano la città di "Potentia", alla foce del fiume Potenza sulle rive dell'Adriatico. 

Secondo lo storico A. J. Vogel, i primi abitanti dell’odierna Recanati sono i ricinesi, cui si aggiungerebbe una parte dei fuggiaschi da "Helvia Recina", altra città romana situata poco distante, quando questa viene distrutta dai Goti circa il 408 d.C.

Avvolta nel buio è la storia di Recanati nel periodo tardo-medievale. Tuttavia è certo che il Comune trae origine dall’aggregazione di tre castelli: Mons Vulpi (chiamato anche Mons Recanati), Mons S. Viti e Mons Murelli. Il primo di essi è ordinato a Comune già nel 1174. 

Nel 1229 l’imperatore Federico II concede la costruzione del porto, che favorisce molto il commercio dei prodotti agricoli coltivati nel territorio (grano, olio e vino), che in prevalenza vengono esportati a Venezia. Il papa Gregorio IX nel 1240 eleva il "Castrum Racanati" al rango di città e vi trasferisce la cattedra vescovile, tolta ad Osimo

In questo periodo il territorio di Recanati ha la sua massima estensione, perché comprende anche i territori degli attuali comuni di Loreto e Portorecanati.

 

 

 

pia


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--Recanati 

 

Dal commercio delle derrate agricole si sviluppa la fiera che, dai connotati tipicamente medievali, rende la città ricca e fra le maggiori della regione nei secoli XV e XVI con importanti scambi con la sponda slava dell’Adriatico e con i paesi orientali. 

I secoli XVII e XVIII  sono i più difficili della storia recanatese. Viene meno l’importanza della fiera per la trasformazione dei commerci europei e mondiali.

 

 

L' economia si restringe alla sola agricoltura, che è organizzata secondo il sistema mezzadrile, con uno sfruttamento intensivo della terra. 

La società cittadina si frantuma in ceti chiusi e profondamente divisi tra loro: da una parte i nobili possidenti, dall’altra i mezzadri e i braccianti rigidamente legati alla coltivazione delle terre padronali per procurarsi il minimo per vivere. Diversamente che da altre zone, non si forma un ceto borghese che possa modificare la situazione stagnante. 

Nel corso del Settecento, in particolare, aumentano i profitti  agricoli dei proprietari terrieri, che li investono nella città, determinandone alcune notevoli trasformazioni. In quest’opera di rinnovamento assume un ruolo di rilievo l’architetto Carlo Orazio Leopardi, prozio del Poeta: sono suoi i progetti di ristrutturazione di vari palazzi e chiese e, soprattutto, dello stesso Palazzo Leopardi.

 

 

Recanati la Torre del Passero Solitario

 

 

L’invasione francese, che coincide con l’infanzia di Giacomo, procura qualche scossone nella struttura politico-sociale della cittadina, ma con la restaurazione si ripristina la vecchia situazione. In questo periodo ha un ruolo molto importante il padre del Poeta, Monaldo Leopardi, che ricopre tutte le maggiori cariche amministrative di Recanati, fra le quali quella di confaloniere. 

La grande maggioranza della popolazione vive in uno stato di forte povertà, se non di miseria, al quale cerca di porre rimedio ricorrendo anche al lavoro dei bambini e delle donne: significative a questo proposito sono le figure leopardiane di Nerina e Silvia, "di fanciulla che all’opre di sua man la notte aggiunge". Solo a metà dell’Ottocento, e quindi dopo la morte del Poeta, inizia a formarsi un gruppo di artigiani che dà prestigio e nuove risorse all’economia della città, ponendo le basi per l’attuale struttura di piccole e medie imprese industriali.infinito

Manoscritto leopardiano

L'infinito

 

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