venerdì, Maggio 27, 2022

RECANATI. LE COLLEGHE RICORDANO MARIA LUCIA ALESSANDRINI

LE COLLEGHE RICORDANO MARIA LUCIA ALESSANDRINI

Omaggio ad una grande figura del mondo della scuola recanatese recentemente scomparsa

Inviamo l’omaggio delle colleghe dell’I.C. “B. Gigli” di Recanati che ricordano la recanatese Maria Lucia Alessandrini recentemente scomparsa. La docente oramai in pensione era molto conosciuta in città per le sue doti professionali e umane e per il suo impegno in ambito culturale e sociale. A suo fratello, il regista Loduvico
Alessandrini, è intitolato il premio Cinematografico “Cinema e poesia” di Recanati. Il padre Federico è stato giornalista dell'Osservatore Romano, di cui fu anche
vicedirettore per lunghi anni e diresse anche la Sala Stampa Vaticana. Maria Lucia Alessandrini ha continuato il suo operato d’insegnante volontaria nella scuola
d’italiano per straniere e stranieri nei locali della biblioteca di Recanati, la sua scomparsa ha commosso profondamente la comunità recanatese.

“Cara Lucia,
vorremmo soffermarci a ricordarti in particolare su quel tratto della tua vita che ci è più noto e che comunque ti ha sempre caratterizzata anche negli ultimi tuoi giorni, la passione per la scuola e per l'insegnamento.
Oltre che un vitale pensiero costante che ti animava, che cosa era per te la scuola?
Democrazia innanzitutto.
Hai fatto ricorso a mille metodi vari ed hai agito con grande determinazione  per arrivare a tutti, per cercare di non lasciare indietro nessuno, era un tuo
imperativo morale. E quando è arrivato il periodo degli alunni che non parlavano ‘italiano, capitava frequentissimamente che, una volta passati alle
medie, essi di pomeriggio proseguissero ‘ apprendimento della nostra lingua con te, a casa tua, e che poi, finiti i compiti, venissero premiati con merende e
giochi.
I valori democratici erano alla base della selezione dei contenuti che proponevi nelle tue classi: contenuti mai scontati, sempre vagliati alla luce della loro significatività, per utilità e bellezza.
Ecco quindi, ad esempio, la tua didattica, allora pionieristica, della storia locale, con la quale mostravi ai tuoi piccoli studenti e studentesse il senso del
cammino umano, con la quale accendevi l'interesse per il mondo che ci circonda, svelandone le stratificazioni e la fitta rete di rimandi. Ecco allora l’amore per la lettura che hai saputo diffondere in tutti quelli che hanno avuto
la fortuna di starti attorno. Anche in questo caso da pioniera, ti sei specializzata in letteratura dell’infanzia, scoprendone quelle perle capaci di arricchire di parole ed esperienze, di conoscenze e di pensieri, di divertimento
e poesia la vita delle tue alunne e dei tuoi alunni. Nessuno conosceva questi libri come te e per ogni piccolo lettore trovavi il libro adatto sia per scrittura che per trama e personaggi. Alla mostra del libro nessuno se ne poteva andar via senza un libro fra le mani, qualcuno, e non pochi, direttamente con una sportina piena. Hai fatto nascere generazioni di lettrici e di lettori.
Ai tuoi studenti eri capace di parlare di tutto, sapevi mediare tutto: per loro non
‘ erano argomenti troppo alti, avevi questa grande arte di conoscere il linguaggio con cui arrivare ai piccoli.
La democrazia la si viveva nelle tue classi, dove, in un cammino di conoscenza e scoperta, guidavi le alunne e gli alunni al dialogo e al rispetto, alla lealtà e alla collaborazione, all’autonomia e alla solidarietà.
Che cosa era per te la scuola, Lucia?
Rispetto.

Era rispetto profondo, reverenziale di chi ti stava davanti: degli alunni e delle alunne. Rispetto dei loro ritmi, delle loro difficoltà, delle loro passioni, delle loro
inclinazioni, delle loro storie, dei loro mondi sempre da valorizzare. Mai ti si è sentita pronunciare parole stanche e di sconforto verso i tuoi alunni e le tue
alunne.
Parole di indignazione invece te le abbiamo sentite usare quando ti parevache qualcuno o qualcosa non prendesse sul serio l’infanzia, quando la banalizzava, quando, peggio ancora, l’opprimeva. Eri severissima nei tuoi
giudizi quando la scuola non sapeva valorizzare talenti e ricchezze di ciascuno, quando invece di accendere ed assecondare curiosità ed interessi limortificava.
Che cosa era per te la scuola, Lucia?
Era quell’ amore e quell'apertura alla vita che ti ha portata ad essere una donna di forte passione civica e una donna che si è spesa per i suoi figli e laì sua bellissima famiglia e che, con lo stesso impegno e dedizione, si è rivolta a figlie e figli non suoi.
Non finiremo mai di ringraziarti, Lucia, e ti porteremo sempre nella mente e del cuore.”

F.to Le tue colleghe dell’I.C. B.Gigli

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